La Basilica di San Francesco ad Assisi con il campanile, la facciata della chiesa superiore con il rosone e il portico della piazza inferiore
Basilica di San Francesco, Assisi — foto: Berthold Werner · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Assisi si stende lungo le pendici del monte Subasio, con le sue case di pietra rosata che al tramonto sembrano cambiare colore. Dalla villa si raggiunge in auto, a circa quaranta chilometri, ed è una delle mete che quasi tutti gli ospiti desiderano vedere almeno una volta. Il motivo principale è noto: qui nacque e morì Francesco, e qui si trova la basilica che ne custodisce la tomba. Ma Assisi è anche una cittadina medievale compatta e ben conservata, dove ogni strada sale verso un panorama sulla pianura sottostante.

Un patrimonio dell'umanità

Nel 2000 l'UNESCO ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale il sito "Assisi, la Basilica di San Francesco e altri luoghi francescani", che comprende non solo la grande basilica ma l'intero centro storico e diversi luoghi legati alla vita del santo nei dintorni. È un riconoscimento che riguarda tanto l'arte quanto il paesaggio e la storia spirituale. Visitare Assisi significa quindi muoversi dentro un insieme, più che spuntare singoli monumenti.

La Basilica di San Francesco, inferiore e superiore

Francesco morì nel 1226 e fu proclamato santo appena due anni dopo. Nel 1228 papa Gregorio IX pose la prima pietra della basilica, costruita sul ciglio occidentale della città, in un luogo allora fuori dalle mura. Il complesso fu consacrato nel 1253 ed è formato da due chiese sovrapposte, oltre alla cripta. Un grande convento con arcate su più livelli, ben visibile dalla pianura, la sostiene verso valle.

La Basilica inferiore è raccolta, bassa, con volte decorate e una luce soffusa che invita al silenzio. Da qui si scende alla cripta, dove si trova la tomba del santo. Le pareti e le cappelle conservano affreschi di alcuni dei maggiori pittori del Trecento, tra cui Cimabue, Simone Martini e Pietro Lorenzetti: anche chi non è esperto rimane colpito dalla densità di immagini e colori.

La Basilica superiore è all'opposto ampia e luminosa, in stile gotico, con grandi vetrate. Lungo le pareti della navata corre il ciclo di ventotto scene della vita di San Francesco, tradizionalmente attribuito a Giotto e alla sua bottega, anche se l'attribuzione è discussa dagli studiosi. Sono episodi che molti conoscono senza saperlo, come la predica agli uccelli o il dono del mantello al povero. Nel 1997 un forte terremoto danneggiò gravemente le volte, con il crollo di parti affrescate; dopo un lungo restauro la chiesa è stata riaperta, e oggi è possibile vederla di nuovo nel suo insieme.

Consiglio pratico: la basilica è prima di tutto un luogo di culto. Abbigliamento sobrio, spalle e gambe coperte, voce bassa; in alcune zone non sono ammesse fotografie. Orari delle celebrazioni e delle visite cambiano con le stagioni: verificateli sul sito ufficiale della basilica prima di partire.

Santa Chiara, la piazza del Comune e le vie del centro

Dalla basilica si attraversa tutto il centro storico lungo via San Francesco, una strada in leggera salita fiancheggiata da palazzi e piccole chiese. Si arriva in Piazza del Comune, dove spicca la facciata con colonne del Tempio di Minerva, un edificio romano trasformato in chiesa: un segno di quanto sia antica la storia di questa città.

Proseguendo si raggiunge la Basilica di Santa Chiara, costruita nel Duecento in stile gotico, con la facciata a fasce di pietra bianca e rosa e i grandi archi rampanti sul fianco. Qui riposa Chiara, la compagna spirituale di Francesco, e qui è conservato il crocifisso di San Damiano, l'immagine davanti alla quale, secondo la tradizione, Francesco sentì la chiamata a "riparare la casa" di Dio. Il sagrato della basilica è un belvedere naturale sulla valle, uno dei punti più fotografati della città.

La Rocca Maggiore e il panorama sulla valle

Per chi ha ancora energie, l'ultima salita porta alla Rocca Maggiore, la fortezza che domina Assisi dall'alto. Esisteva già nel XII secolo, fu distrutta dagli abitanti alla fine dello stesso secolo e ricostruita nel Trecento per volere del cardinale Albornoz, durante la riconquista dei territori della Chiesa. Dall'esterno e dai camminamenti la vista abbraccia l'intera valle umbra, con i borghi sparsi tra campi e uliveti e, nei giorni limpidi, le colline che si perdono all'orizzonte.

Assisi si gode al meglio senza fretta, magari arrivando la mattina presto o restando fino al tramonto, quando i gruppi organizzati se ne vanno e la luce rende la pietra quasi dorata. È un ritmo che si accorda bene con un soggiorno a La preziosa Umbria: una giornata intensa di visita, e poi la sera il silenzio della campagna di Collazzone.

Assisi in giornata, poi il silenzio della campagna umbra

Da La preziosa Umbria Assisi si raggiunge in auto, a circa quaranta chilometri. Dopo la visita, la villa vi aspetta con il giardino, la piscina e una cena tranquilla.