Un muro di mattoni a Deruta decorato con piatti, piastrelle e frammenti di ceramica dipinta di molti colori
Muro con piatti e frammenti di ceramica, Deruta — foto: Sailko · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

Deruta è una delle tappe dei dintorni: da La preziosa Umbria si arriva in auto in circa dieci minuti. Il borgo si trova su una collina affacciata sulla valle del Tevere, ed è conosciuto in tutto il mondo per una cosa sola, che qui però è declinata in mille modi: la maiolica, la ceramica smaltata e dipinta a mano. Basta percorrere la strada principale per accorgersene, tra insegne in ceramica, piatti appesi ai muri e vetrine piene di colori. Ma dietro l'immagine commerciale c'è una storia lunga e documentata, che vale la pena conoscere prima di entrare in una bottega.

Una tradizione che attraversa i secoli

La lavorazione dell'argilla a Deruta ha radici medievali: la zona offriva argille adatte, acqua e legna, e la vicinanza a Perugia garantiva un mercato. Tra il Quattrocento e il Cinquecento la produzione raggiunse il suo momento di maggiore prestigio, in particolare con la tecnica del lustro, un rivestimento a riflessi metallici, dorati o madreperlacei, ottenuto con una cottura aggiuntiva in condizioni particolari. I grandi piatti da pompa, decorati con ritratti, figure femminili, stemmi e scene religiose, finirono nelle collezioni di molti musei europei.

Da allora la produzione non si è mai interrotta del tutto. I motivi tradizionali, come le grottesche, i decori a foglie e fiori, i ritratti di profilo, sono stati ripresi e reinterpretati generazione dopo generazione, e ancora oggi il borgo vive in gran parte di ceramica: a mano, sul tornio, al forno, al pennello.

Il Museo Regionale della Ceramica

Il punto di partenza ideale è il Museo Regionale della Ceramica, nel cuore del centro storico. Fu fondato nel 1898 da un gruppo di cittadini ed è considerato il più antico museo italiano dedicato alla ceramica. Dal 1998 ha sede nell'ex convento di San Francesco, accanto all'omonima chiesa. Le collezioni contano migliaia di pezzi distribuiti su più piani, e coprono un arco di tempo che va dalle produzioni medievali più semplici fino al Novecento.

Il percorso aiuta a riconoscere tecniche e stili: le ceramiche arcaiche a pochi colori, le maioliche rinascimentali, i lustri, le piastrelle da pavimento, i vasi da farmacia. Una sezione è dedicata alle targhe votive, molte delle quali richiamano quelle del vicino santuario della Madonna dei Bagni. Dopo la visita, guardare le vetrine del paese diventa molto più interessante, perché si iniziano a distinguere i decori storici dalle interpretazioni contemporanee.

Le botteghe e il lavoro degli artigiani

Lungo le vie del centro storico e nella parte bassa del paese, lungo la strada che costeggia la valle, si susseguono laboratori e punti vendita di ceramica. Molti sono a conduzione familiare e permettono di vedere da vicino alcune fasi del lavoro: la foggiatura al tornio, la prima cottura del biscotto, la smaltatura, la decorazione a pennello con i colori minerali, la seconda cottura. Alcune botteghe propongono anche brevi esperienze di pittura su ceramica, utili soprattutto per chi viaggia con bambini.

Il consiglio è di prendersi il tempo per confrontare, chiedere, osservare. Un pezzo dipinto a mano si riconosce dalle piccole irregolarità del tratto e dalla profondità del colore; gli artigiani sono in genere disponibili a raccontare la tecnica e la provenienza dei decori.

Consiglio pratico: se acquistate pezzi grandi o numerosi, chiedete in bottega come vengono imballati e se è possibile la spedizione a casa. Orari e giorni di apertura del museo e dei laboratori variano con la stagione: verificateli sui canali ufficiali o direttamente con le botteghe prima di andare.

Il santuario della Madonna dei Bagni

Poco fuori Deruta, nella frazione di Casalina, si trova un luogo piccolo e insolito: il santuario della Madonna dei Bagni. La sua origine risale al 1657, quando un'immagine della Madonna dipinta su un frammento di ceramica fu legata alla guarigione della moglie di un mercante; in quel punto venne eretta una chiesa. Da allora i fedeli hanno lasciato in segno di riconoscenza centinaia di ex voto, quasi tutti su piastrelle di maiolica dipinta, che oggi rivestono le pareti interne.

Le targhe coprono un arco di oltre tre secoli, dalla seconda metà del Seicento al Novecento, e raccontano incidenti, malattie, cadute da cavallo, pericoli scampati, con un linguaggio pittorico semplice e diretto. Insieme formano una specie di diario collettivo della vita quotidiana nelle campagne umbre, oltre che una straordinaria raccolta di ceramica popolare. È una visita breve, ma tra le più toccanti della zona.

Deruta si presta bene a una mezza giornata, anche in combinazione con altre tappe della valle. E per chi soggiorna in villa, la vicinanza permette di tornarci più volte, magari per ritirare un pezzo ordinato su misura.

Deruta a dieci minuti, la villa come base per la valle

La preziosa Umbria si trova a circa dieci minuti di auto da Deruta: una mattina tra museo e botteghe, e il pomeriggio in piscina nel giardino della villa.