Arrivando a Orvieto, la prima cosa che colpisce è la sua posizione. La città sorge su una grande rupe di tufo, una roccia di origine vulcanica che si alza con pareti quasi verticali sopra la valle del Paglia. Le case sembrano nascere direttamente dalla pietra, e da lontano l'intero abitato appare come un'isola sollevata sopra la campagna. Da La preziosa Umbria Orvieto è raggiungibile in auto, ed è una delle gite in giornata più complete che si possano fare dalla villa: arte, storia, paesaggio e una città sotterranea tutta da scoprire.
Salire sulla rupe: la funicolare
Uno dei modi più piacevoli per salire in centro è la funicolare, che collega la zona della stazione ferroviaria, ai piedi della rupe, con Piazza Cahen, all'ingresso della città alta. La prima funicolare fu inaugurata nel 1888 e funzionava con un sistema a zavorra d'acqua: le vetture si muovevano grazie al peso dell'acqua caricata in quella che scendeva. Dopo un periodo di chiusura, il collegamento è stato rinnovato con un impianto elettrico moderno. Arrivati in Piazza Cahen, si può proseguire a piedi o con le navette verso il Duomo. Frequenze, orari e tariffe vanno verificati sui canali ufficiali prima della visita.
Il Duomo e la cappella di San Brizio
Il Duomo di Orvieto è il motivo per cui molti arrivano fin qui. La costruzione fu avviata alla fine del Duecento, tradizionalmente nel 1290, ed è legata al miracolo di Bolsena e alla reliquia del Corporale, custodita in una cappella interna. I lavori durarono quasi tre secoli e coinvolsero numerosi architetti; la facciata, impostata da Lorenzo Maitani nel Trecento, è uno dei capolavori del gotico italiano. Rilievi in marmo con storie della Bibbia, mosaici dorati, guglie, statue e un grande rosone centrale si combinano in una superficie che cambia aspetto con la luce: vale la pena guardarla al mattino e poi di nuovo nel tardo pomeriggio, quando i mosaici si accendono.
L'interno, a fasce alternate di pietra chiara e scura, è più sobrio e prepara alla sorpresa della cappella di San Brizio, nel transetto destro. La decorazione fu iniziata a metà del Quattrocento da Beato Angelico, che dipinse alcune vele della volta, e fu completata tra il 1499 e il 1504 da Luca Signorelli. Il suo ciclo sul Giudizio Universale, con le storie dell'Anticristo, la Resurrezione della carne, i dannati e gli eletti, è considerato una delle più potenti rappresentazioni del corpo umano prima di Michelangelo. Davanti a queste pareti conviene fermarsi a lungo, guardando i dettagli delle figure e delle espressioni.
Il Pozzo di San Patrizio
Al margine della rupe, vicino a Piazza Cahen, si trova un'opera di ingegneria che ancora oggi stupisce: il Pozzo di San Patrizio. Fu voluto da papa Clemente VII, che si era rifugiato a Orvieto dopo il Sacco di Roma del 1527 e temeva che la città, in caso di assedio, restasse senz'acqua. Il progetto fu affidato ad Antonio da Sangallo il Giovane, che ideò una soluzione geniale: due scale elicoidali indipendenti, avvolte una sull'altra attorno al pozzo centrale, che non si incontrano mai. In questo modo gli animali da soma potevano scendere a prendere l'acqua per una scala e risalire per l'altra senza ostacolarsi.
Scendere i gradini, con la luce che entra dalle grandi finestre affacciate sul vuoto centrale, è un'esperienza fisica oltre che visiva: il pozzo supera i cinquanta metri di profondità, e la risalita richiede un po' di fiato.
Orvieto sotterranea
Sotto le strade della città si apre un mondo parallelo. Nel corso dei secoli gli abitanti hanno scavato nel tufo un numero enorme di cavità artificiali: le ricerche ne hanno censite oltre mille. Si tratta di pozzi e cunicoli per l'acqua di epoca etrusca, cisterne, cantine, frantoi, cave di materiale da costruzione e colombaie scavate nella roccia, dove si allevavano piccioni. Alcuni percorsi sono visitabili con guida e permettono di attraversare in poco tempo molte epoche diverse, dagli Etruschi al Medioevo fino all'età moderna.
Uscendo, il contrasto con la luce delle piazze e con il panorama sulla valle è netto, e aiuta a capire quanto la storia di Orvieto sia legata alla sua roccia. Dopo una giornata così piena, il ritorno a La preziosa Umbria, tra le colline di Collazzone, è il modo giusto per chiudere: un bagno in piscina, una cena in giardino, e il ricordo della facciata dorata ancora negli occhi.
Orvieto in giornata, la sera in villa nella campagna umbra
Orvieto si raggiunge in auto da La preziosa Umbria: una giornata tra Duomo, pozzo e sotterranei, poi il rientro in villa per rilassarvi tra giardino, piscina e sauna.